Guida
Come fare un preventivo da freelance
Struttura, esempio e come presentarlo.
11 minuti di lettura
Guida
Struttura, esempio e come presentarlo.
11 minuti di lettura
In breve
Come fare un preventivo da freelance che il cliente accetta è, prima di tutto, un lavoro di struttura. La cifra arriva quasi in fondo: prima viene chi sei, come lavori e cosa porta a casa chi ti compra. Con le sei fasi al loro posto, il perimetro scritto bene e tre opzioni di prezzo che reggono, la proposta arriva al cliente già col contesto per decidere.
Il preventivo è un documento di vendita, strutturato in sei fasi. La cifra arriva quasi alla fine: prima viene chi sei, come lavori, cosa ottiene il cliente.
Una frase elimina il 90% dei fraintendimenti sul perimetro. «Tutto quello che non è espressamente indicato è da considerarsi escluso.» Va nella sezione Termini e condizioni.
Un preventivo con un solo prezzo produce informazioni poverissime. Tre opzioni coprono la gamma dei budget e, per effetto psicologico, la maggior parte dei clienti tende a scegliere quella centrale.
«Costa troppo» quasi mai è un problema di prezzo. Prima fai una domanda, poi abbassa lo scopo del progetto se serve.
Spezzetta sempre i pagamenti lungo il processo. Il flusso che consiglio: 30% di acconto alla partenza, 40% a metà lavoro, 30% alla chiusura. Mai aspettare il 100% a lavoro finito.
La proposta si manda come link. Un solo link, aggiornabile in tempo reale, con una scadenza automatica dopo 14 giorni. Il PDF invecchia e resta in giro; il link resta uno solo e si disattiva da solo.
Guardalo in video
Tre Errori che Stanno Ammazzando i tuoi PREVENTIVI · 13 minuti
La guida completa
Il preventivo si costruisce in sei fasi, in quest’ordine. Ognuna ha un obiettivo preciso.
| Fase | Obiettivo | Cosa scrivere |
|---|---|---|
| 1. Presentazione | Far capire perché scelgono te | Ruoli, clienti precedenti, recensioni selezionate |
| 2. Processo di lavoro | Dare al cliente una mappa | Come parte, fasi, aggiornamenti, gestione revisioni |
| 3. Servizi | Chiarire il perimetro | Voci incluse e voci escluse |
| 4. Cross e up-sell | Consulenza sul contorno | Servizi correlati che completano l’obiettivo |
| 5. Investimento | Rendere chiara la cifra | Voci separate con la relativa cifra, poi il totale |
| 6. Termini e condizioni | Regolamentare le eccezioni | Modifiche extra, pagamenti, costi esclusi, comunicazioni |
Fase 1 - Presentazione. Il cliente sta per fare un bonifico. In quel momento la domanda che gli gira in testa è una: «perché devo scegliere proprio questa persona?». La presentazione serve a rispondere. Metti quello che dimostra il tuo valore: ruoli rilevanti, clienti con cui hai lavorato, una selezione di recensioni. Se hai casi studio pubblicati, è qui che li citi.
Fase 2 - Processo di lavoro. Nella maggior parte dei casi il cliente non sa niente di come fai il tuo lavoro. Dagli una mappa: come parte il progetto, ogni quanto lo senti, quando ci sono le finestre di revisione, come si chiude. Un cliente che sa cosa aspettarsi lavora bene con te.
Fase 3 - Servizi. Descrivi con la massima precisione possibile cosa rientra nel lavoro. Due colonne: incluso e escluso. Poi, nella sezione Termini e condizioni, metti questa frase: «Tutto quello che non è espressamente indicato all’interno di questo preventivo è da considerarsi escluso». Cristallizzare l’escluso in modo esplicito ti elimina il 90% dei fraintendimenti e protegge il margine.
Fase 4 - Cross e up-sell. Il cliente che ti ha chiesto un sito web magari ignora che gli puoi curare anche le email di benvenuto o le integrazioni con i suoi strumenti. Questa sezione è consulenza: mostri quello che il cliente non sapeva di poter chiedere. Allarga il tuo valore percepito e, in diversi casi, alza il valore del progetto. Se hai servizi che producono entrate ricorrenti, qui è la sede giusta per presentarli. Vai alla guida su come impostare un retainer con i clienti per il modello a entrate ricorrenti.
Fase 5 - Investimento. Le voci separate con la loro cifra fanno capire al cliente da dove arriva il prezzo. Se la cifra complessiva lo frena, puoi lavorare sui singoli pezzi senza bruciare il margine: con un totale unico sei bloccato a un sì o un no. In coda alla sezione lascia lo spazio per firma e data, così il documento diventa accettabile.
Fase 6 - Termini e condizioni. Quattro punti da scrivere sempre:
Questa parte può restare un paragrafo breve o espandersi fino a diventare un contratto vero. Quando ha senso aggiungere un documento separato lo vediamo nell’ultima sezione.
Il preventivo in sé non è obbligatorio per legge, ma le voci che poi finiscono in fattura devono coincidere. Inserisci sempre:
Se sei in regime forfettario, sulla fattura che emetterai dovrai riportare la dicitura di esenzione IVA prevista per il tuo regime. Se la fattura non prevede IVA e supera la soglia prevista dalla normativa vigente, valuta l’applicazione del bollo.
Per gli elementi fiscali il riferimento è sempre l’Agenzia delle Entrate. Questa guida li cita una volta sola: il preventivo è uno strumento di vendita, gli aspetti fiscali li approfondisci sul sito dell’ente.
Mandare un preventivo con una cifra sola è il modo più efficace per non capire mai se stai chiedendo troppo o troppo poco. Il cliente ti dice sì? Non sai se era entusiasta o se avrebbe pagato il doppio. Ti dice no? Non sai se la cifra era fuori portata o se il problema era un altro. Esci dalla trattativa con informazioni poverissime: ottieni un sì o ottieni un no, fine. Il monoprezzo è un po’ come cercare di acchiappare un coniglio nero nella notte.
Tre opzioni cambiano la musica. Costruisci tre pacchetti in colonna:
Davanti a tre opzioni, le persone evitano gli estremi e vanno sulla centrale, percepita come la scelta equilibrata. Nel pricing si chiama effetto Goldilocks, come Riccioli d’oro nella casa dei tre orsi: ci sono tre zuppe, quella calda, quella fredda e quella media, e lei mangia, appunto, quella media. Il tuo margine va costruito sull’opzione B.
Un preventivo per un sito web, con un cliente di fascia alta, può essere accettato a 3.000 euro, a 18.000 o a 30.000, e sono tutti e tre prezzi corretti: ti giochi tutte e tre le carte. Cambiano il perimetro e la complessità: stai coprendo tutta la gamma dello spendibile. La vera differenza fra le tre versioni è la quantità di informazioni che hai raccolto sul cliente prima di scrivere il preventivo. In due parole: la strategia larga va bene se non conosci il tuo target, quella stretta è una bomba quando lo conosci.
Per arrivarci ti servono tre dati: il tuo costo di pareggio, il budget del cliente e il prezzo medio di mercato per quel servizio. Come calcolarli è il tema della guida su quanto far pagare un lavoro da freelance.
Se vuoi lavorare sulla struttura delle tue opzioni partendo dal tuo caso specifico, il corso sul Pricing del Conquistatore copre questo in un modulo dedicato.
Il preventivo si presenta: mandarlo senza una parola lascia troppo al caso. In entrambi i canali l’ordine è fisso: prima il valore, poi la cifra.
Hai mandato il link martedì. È venerdì e il cliente tace. Spesso il problema è a monte: com’è arrivato il documento.
In call. Ordine fisso: chi sei in breve, poi il processo di lavoro, poi i servizi, poi alla fine l’investimento. Il prezzo arriva dopo che il valore è stato costruito. Se apri con la cifra, il cliente la valuta senza contesto.
In mail. Tre righe più il link alla proposta:
Niente convenevoli lunghi. Tre righe funzionano meglio di un paragrafo di premesse.
La data di scadenza. Metti un kill switch sulla proposta: 14 giorni è la regola, poi si allarga o si stringe (una settimana, un mese) a seconda del contesto. Scaduto il tempo, il link mostra una pagina che dice: «questa proposta è scaduta, se ti interessa riattivarla oppure se vuoi più informazioni scrivimi». Dà urgenza senza forzare, e toglie dal web una proposta vecchia che non vuoi più in giro.
Il preventivo porta a casa una decisione già quasi presa. Convincere da zero è il lavoro della fase di scoperta, prima di aprire il documento. Se il cliente apre il link e si sorprende sulla cifra, l’errore è a monte: nella fase di scoperta il budget non era stato allineato. Su questo va la guida su posizionamento e nicchia per freelance.
Il formato conta meno della struttura, ma la direzione oggi è una: la proposta si manda come link. Un link resta aggiornabile in tempo reale, resta uno solo (una sola proposta, un solo URL) e si disattiva da solo quando è scaduto. Il PDF al confronto invecchia: casi studio, numeri e testimonianze cambiano e il documento diventa vecchio senza che nessuno lo sposti.
La proposta vive su una pagina web dedicata: un documento di soluzione fatto apposta per quel cliente, con il link che puoi mandare in una mail di tre righe. Dentro restano le sei fasi: presentazione, processo, servizi, cross/up-sell, investimento, termini.
Perché un link e non un PDF. Tre motivi concreti:
I modelli gratuiti che trovi online coprono i campi fiscali e si fermano lì. Hanno dentro lo scheletro burocratico. La parte che vende te, come lavori e perché scegliere te, la devi mettere tu.
L’AI applicata al preventivo. Un generatore di testo senza contesto produce un preventivo mediocre: template standard, zero informazioni sul cliente che hai davanti. Il contesto a monte decide la qualità del risultato: profilo del cliente, budget, obiezioni che già immagini.
Nell’agentizzazione del Sistema del Conquistatore, l’agente di proposta lavora così: ha in testa la tua offerta, il questionario di profilazione del cliente e la struttura delle sei fasi. Produce la bozza in minuti, nella tua voce. L’umano la raffina e la manda. Come si costruisce, passo per passo, lo spiego nella guida su come usare l’AI per fare preventivi.
Due cose restano in mano all’umano: la scelta della cifra finale e la risposta alle obiezioni. Lì serve giudizio, e il giudizio sul tuo lavoro ce l’hai tu.
«Costa troppo» si sente in tre situazioni diverse. Ognuna vuole una risposta diversa.
Il cliente non ha budget sufficiente. La risposta è abbassare lo scopo del progetto: togliere voci, tenere il margine. Le voci separate nel preventivo esistono esattamente per questo. Se il budget del cliente è pari o inferiore al tuo costo di pareggio, il lavoro non si fa. Mai accettare un progetto per cui hai la certezza che sia una perdita economica.
Il valore non è percepito. Lo sconto non risolve niente. Prima fai una domanda: «rispetto a cosa, costa troppo?». La risposta ridimensiona l’obiezione. Spesso si scopre che il cliente non aveva capito cosa portava a casa: si riapre la fase di scoperta e si chiarisce il valore.
Posizione di contrattazione. Alcuni clienti chiedono lo sconto per abitudine. La domanda funziona anche in questo caso: senza una risposta concreta, il preventivo regge.
Se dopo queste verifiche decidi di fare uno sconto, chiedi qualcosa in cambio: un acconto più alto, una testimonianza scritta, più libertà creativa, un accordo ricorrente. Uno sconto incondizionato comunica che il prezzo era gonfiato dall’inizio.
Per strategie più ampie sul tema dei prezzi, vai alla guida su come alzare i prezzi senza perdere i clienti.
Un preventivo accettato con una sezione Termini e condizioni ragionata copre, nella maggior parte dei casi, le stesse situazioni che un contratto separato risolverebbe. L’accettazione formale è un passaggio a parte. Se la vuoi fare proprio super clean, passi dalla PEC: il cliente ti risponde «accetto la proposta», da PEC a PEC, e di base quella è contrattualizzata. Se no, classico: ti fai mandare il documento con la firma per accettazione.
Quando ha senso aggiungere un documento formale:
Quattro voci che non si toccano nel preventivo, anche senza contratto separato:
Il contratto protegge quando il preventivo è scritto male. Con le sei fasi complete e i Termini e condizioni presenti, quasi sempre il preventivo regge da solo.
In sintesi
La struttura in sei fasi, le voci separate, la frase che esclude tutto il resto e le tre opzioni di prezzo decidono se il tuo documento viene firmato o se sparisce in un cassetto. Costruisci il valore prima di arrivare alla cifra: il cliente che arriva al prezzo già convinto del valore lo discute molto meno.
Domande frequenti
Un preventivo è parte della fase di vendita e di solito è gratuito. Si fa pagare quando la fase di scoperta richiede lavoro strutturato: un'analisi del progetto, un briefing lungo, una consulenza per definire il perimetro. In quel caso si chiama consulenza di scoping e si prezza come servizio separato.
Parti dalla struttura in sei fasi, decidi la cifra con i tre dati (costo di pareggio, budget del cliente, prezzo di mercato) e mandala come link, accompagnata da una mail breve. Per il calcolo della cifra, il metodo completo è nella guida su quanto far pagare un lavoro da freelance.
Tre righe: il problema del cliente con le sue parole, cosa trova nel documento, il prossimo passo concreto (una data per sentirsi o la proposta di partenza). Niente convenevoli.
No. Serve un documento ordinato con dati fiscali completi e spazio per l'accettazione. L'intestazione aiuta il brand; il requisito sono i dati fiscali corretti.
La proposta si manda come link. Il link resta aggiornabile allo stesso URL se cambia qualcosa e si disattiva da solo quando scade. La proposta vive su una pagina web dedicata, fatta per quel cliente.
Stima il tempo del progetto, moltiplicalo per il tuo costo orario di pareggio, poi aggiungi il margine sopra quella soglia. Quella è la cifra minima da cui partire. Tutto il metodo è nella guida su quanto far pagare un lavoro da freelance.
14 giorni, con un kill switch che disattiva la pagina alla scadenza. Si può allargare o stringere (una settimana, un mese) secondo il contesto. Senza data, la proposta resta aperta a tempo indeterminato e perde urgenza.
All'avvio del progetto, e la regola è il 30%. Il flusso completo che consiglio è 30% alla partenza, 40% a metà lavoro e 30% alla chiusura: spezzetti i pagamenti lungo il processo e non ti metti mai nelle condizioni di aspettare il 100% a lavoro finito.
Continua a leggere
Guida
E come fare follow-up senza insistere.
Leggi la guida
GuidaCorso completo
Con il corso gratuito in video.
Leggi la guida
Guida
Anche i primi, e senza social.
Leggi la guida

Chi scrive
Prendo freelance forti nel loro mestiere e gli costruisco intorno il business che si meritano.
Credo nella libertà di vivere secondo i propri termini.
Nel profitto per ricomprarsi il tempo, e nel tempo per diventare ciò che possiamo essere.
Il primo passo
Hai letto la guida. Nel training gratuito ti mostro da dove cominciare, sul tuo prossimo preventivo.
Training gratuito
Fai preventivi con un solo prezzo?
Stai perdendo migliaia di euro.
Impara la strategia di pricing che può farti guadagnare 9.000€ in più in un solo anno, senza modificare nulla della tua offerta.
Il suicidio del monoprezzoIl tuo regalo: 900€ di bonus col corso Pricing. Scade fra --:--