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Business Mentor Pirata per Freelance

Sono
Dario Albini.

Prendo freelance forti nel loro mestiere e gli costruisco intorno il business che si meritano.

Credo nella libertà di vivere secondo i propri termini. Nel profitto per ricomprarsi il tempo, e nel tempo per diventare ciò che possiamo essere.

Dario Albini
MondadoriUNHCRadidasWarner Bros. PicturesIl Sole 24 OreRegione LombardiaCoopLearnnCarrefourIEDMarina Bay SandsSaudi AramcoMoleskineFreelance Business MonthBologna Children's Book FairFrankfurter BuchmesseBookCity MilanoLucca Comics & GamesMarketersCavalieri DigitaliMondadoriUNHCRadidasWarner Bros. PicturesIl Sole 24 OreRegione LombardiaCoopLearnnCarrefourIEDMarina Bay SandsSaudi AramcoMoleskineFreelance Business MonthBologna Children's Book FairFrankfurter BuchmesseBookCity MilanoLucca Comics & GamesMarketersCavalieri Digitali

L'intervista di Paolo Bacchi

Vuoi conoscermi meglio? Metti play.

Diventare Business Mentor Pirata

25 anni di freelancing, da tutti gli angoli

L'ho fatto, l'ho venduto, l'ho ospitato, l'ho insegnato, l'ho rappresentato.

  1. Dario Albini, design e comunicazione

    Da freelance

    Design & comunicazione

    Ho lavorato per alcuni dei maggiori brand al mondo.

  2. Atabaliba Studio

    Da agenzia

    Atabaliba Studio

    Ho fondato una premiata agenzia di comunicazione completamente basata sul freelancing.

  3. The Freelancer's Island

    Da chi li ospita

    The Freelancer's Island

    Ho fondato il primo coworking per freelance in Italia, eletto in diverse occasioni miglior coworking di Milano.

  4. Istituto Europeo di Design

    Da chi li forma

    Istituto Europeo di Design

    Sono prof all'Istituto Europeo di Design (IED).

  5. Associazione Illustratori

    Da chi li rappresenta

    Associazione Illustratori

    Sono stato presidente dell'Associazione Illustratori Italiana.

Tre cadute, quattro risalite

La mia storia

Come ogni freelance può raggiungere la sua isola del tesoro nonostante cadute clamorose.

«Un uomo deve cadere tre volte e rialzarsi quattro volte, prima di completarsi. Ogni volta che lo fa, sale sulle spalle di chi era prima.»

Sir Francis Drake

Capitolo

01

Doveva essere l'età dell'oro

Hai mai visto un'agenzia pubblicitaria di Milano ai tempi d'oro?

Io ci sono nato dentro.

Sì, lì ho capito cosa avrei fatto da grande.

Erano gli anni '80, i miei avevano un'agenzia di in-store promotion. Avevo sì e no 4 anni quando, guardando le tre ragazze al lavoro tra fogli immensi e pareti piene di pennarelli, ebbi un'illuminazione: «ma davvero si può essere pagati per disegnare tutto il giorno?».

Ok, allora non voglio più essere un astronauta, voglio farlo anche io.

20 anni dopo quel Big Bang, sarebbe nata Atabaliba, la mia agenzia di comunicazione, e successivamente anche The Freelancer's Island, il primo coworking per creativi d'Italia.

«Figata!» dirai.

Aspetta, perché i casini stanno per iniziare.

Un'agenzia pubblicitaria di Milano negli anni '80

Capitolo

02

Perdere la rotta

Ho avuto dei genitori eccezionali. Ma ho pochi ricordi di loro due felici insieme.

Una grande storia d'amore la loro, ma per quel che ricordo, sono sempre stati in conflitto. Essere soci dell'agenzia di pubblicità, non aiutava di certo.

La mia infanzia non è stata semplice. La guerra in casa era il preambolo della preoccupazione per il futuro: a causa di questo rebelot, il lavoro dei miei ne stava pagando le conseguenze, e agenzia e famiglia avevano preso una spirale dalla quale non sarebbero più uscite.

Così, mentre loro facevano del loro meglio per salvare famiglia e impresa, io sono cresciuto con poca sicurezza in me stesso e con ancor meno serenità.

I miei genitori in agenzia

Capitolo

03

Subire o reagire?

È strano, ma in realtà sono grato per quegli anni. Forse sarà capitato anche a te.

Quando sei sotto la pressione dell'infelicità, senti di avere solo due opzioni: o ti fai schiacciare o evolvi. Ho optato per la seconda.

La mia infanzia incasinata mi ha fatto sviluppare tre aspetti del mio mindset che poi mi accompagneranno per tutta la vita, permettendomi di coronare il mio viaggio da freelance 30 anni dopo. Quali?

  • L'amore e la ricerca della libertà. Perché lì è dove si può trascendere il dolore, creando la felicità e la completezza che si cerca.
  • Autonomia estrema. Fare affidamento solo su me stesso. Perché le certezze incrollabili si trovano dentro e non fuori, e ciò che ottieni o non ottieni è solo responsabilità tua.
  • Non aver paura di fare scelte solitarie e difficili, anzi. Spesso è proprio al di là di esse che c'è il mondo che cerchi.

Mi piacerebbe dirti che da lì in poi è filato tutto liscio, ma come in ogni navigazione, non puoi mai prevedere a quali tempeste andrai incontro.

Sono servite altre due grandi crisi per completare il mio percorso di apprendimento, ma posso dirti che il freelance che sono oggi si è forgiato proprio in quel momento.

Capitolo

04

Disagio e rivelazioni

Elementari e medie le ho passate da bambino insicuro. Il liceo da disadattato. Non ho mai amato la scuola, né le sue costrizioni.

Il colmo: 15 anni dopo sarei diventato un prof.

Al liceo artistico divento uno smanettone di programmi grafici, internet girava ancora a 56k. Le mie prime 400 mila lire da freelance: a 16 anni, per la vicina di casa. Aveva aperto un negozio di parrucchiera; le progetto logo, insegne e brand identity.

Non lo sapevo, ma la mia carriera era appena iniziata.

L'anno dopo, provo uno stage in un'agenzia di comunicazione. Lo stage più breve della storia: ben 2 settimane. Niente, non so stare alle regole degli altri.

La strada è chiara: libertà, autonomia e scelte difficili.

Il mio primo giorno di scuola
Il primo giorno di scuola.

Capitolo

05

Mindset, ginocchiate e santoni

Mi iscrivo allo IED, 3 anni magnifici di studio, baldoria e lavoro. Lavoro per l'agenzia che mia mamma ha riaperto dopo la chiusura di quella con mio padre, e per altri clienti. Prima dei 22 anni ho collaborato con nomi del calibro di Auchan, Carrefour, Warner Bros, Regione Lombardia, Bialetti e Coop Italia.

Dopo lo IED scopro due grandi amori: di quelli che ti smuovono dentro e ti definiscono come persona prima e come professionista poi.

Il primo, la Muay Thai. Lo sport da combattimento più antico e violento del mondo. Perché lo amo? Semplice: è difficile, è solitario ma soprattutto violento, come la ricerca della libertà. Uno sport che mi ha forgiato il mindset da freelance, insegnandomi resistenza mentale, disciplina e che si ottiene solo quello che ti guadagni.

A 22 anni raccolgo un po' di soldi dai miei lavori e scappo in Thailandia. Un mese di allenamenti, vagabondaggi per il paese e incontri semi-legali. Sì, come nei film.

Il viaggio in Thailandia porta il secondo grande amore: viaggiare in solitaria. Quindi l'anno successivo niente scazzottate nei camp di Chiang Mai: prendo il mappamondo e progetto il viaggio più libero, randagio e difficile di sempre. Dalla Mongolia all'India, via terra. Cammino per le steppe di Gengis Khan, il deserto del Gobi e l'Himalaya, poi giù giù fino al Gange. Tutto da solo.

Un viaggio che mi cambia dentro. Mi fa toccare con mano una cosa che avrebbe cambiato la mia vita e la mia carriera, anni dopo. Vedere posti incredibili e imparare cose nuove non aveva senso se poi non veniva ricondiviso.

Ai tempi avevo aperto un blog «Dove sta lo zio?», per raccontare i miei viaggi alle mie due nipotine. Ma mentre annotavo le mie storie e scattavo foto, sapevo che lo facevo pensando a quelli che, anni dopo, sarebbero stati i miei figli.

Non lo sapevo ancora, ma quella voglia profonda di ricondividere ciò che di prezioso trovavo mi avrebbe portato a diventare il mentore per freelance che sono oggi.

Il santone e diventare mentore 15 anni dopo

Non mi perdo mai. Quella notte però, arrivato in India, mi sono perso. Non solo perché l'India ti travolge i sensi: mi sono proprio perso per le strade di Varanasi.

L'ho incontrato in uno di quei vicoli, mentre cercavo la strada giusta. Era un Sadhu, un santone shivaita. Non conosco il suo nome, lui non ha chiesto il mio, eppure gli è bastato guardarmi per capire che ero alla ricerca di una risposta. Mi stavo scervellando su un contrasto interiore che mi portavo ormai dietro da centinaia di km.

Non so neanche quanto tempo abbiamo passato a parlare. Anzi, io parlavo, lui mi ascoltava con quello sguardo accogliente e di comprensione che va oltre alle parole, di cui solo gli asiatici sono capaci.

Gli ho raccontato del mio viaggio difficile che avevo deliberatamente scelto di affrontare e di quanto ora, all'ultima tappa, mi sentissi pieno, ricco, centrato e soddisfatto di aver avuto la mia conferma: dovevo essere libero, indipendente e solo, per stare bene.

Ma c'era un «ma».

Che senso aveva la ricchezza sconfinata che mi portavo dietro, le storie dei luoghi e delle persone conosciute durante il viaggio, la bellezza incontrata, le lezioni imparate, se le tenevo per me? Era un impatto limitato alla mia personale bolla di perfezione. «Limitato». Una parola che fa a testate con la mia natura.

Il santone ascolta. Quando finisco, mi aspetto chissà quale stupore da parte sua per le mie parole, invece lui sorride, mi dà una pacca sulla spalla e se ne esce con un «Yes my friend» (con un mix tra indi-inglese che fa piegare dal ridere).

Ha pronunciato due frasi e, in pochi minuti, ha ribaltato il punto di vista.

Mi disse che ero arrivato lì come un bicchiere pieno, colmo di ricchezza, ma ero un contenitore chiuso. E una cosa chiusa di fatto si può riempire solo fino ad un certo livello, poi è finita lì.

«Non devi fare il bicchiere chiuso, fai il canale che scorre. Fai come il Gange, fluisci. Condividi la tua acqua con le terre che incontri lungo il tragitto, ridistribuisci la ricchezza di quello che hai imparato lungo il tragitto. Un viaggio non è completo se non lo rimetti in circolo.»

Arricchirmi, ri-condividere, impattare. Nel mezzo ho continuato il mio viaggio sull'onda di questo drive.

Non lo sapevo ancora, ma 15 anni dopo, come fosse stata una profezia, sarebbe arrivato il momento di rimetterli in circolo come mentore per freelance.

In Tibet, con l'Everest sullo sfondo
In Tibet. Quello sullo sfondo è l'Everest.
Il santone incontrato per le strade di Varanasi
Il santone incontrato per le strade di Varanasi che mi sterzerà la vita.

Capitolo

06

Vento a favore

Dopo l'Asia le cose decollano.

A due anni dalla laurea, lo IED mi propone di diventare professore. Con la sindrome dell'Impostore a palla, accetto. Inizia la mia carriera di insegnante che mi porterà a formare centinaia di studenti.

Pochi mesi dopo, altra conferma: divento Presidente dell'Associazione Illustratori Italiana.

Infine arriva il momento di scalare la mia carriera come freelance e realizzare la visione di quando ero bambino: apro la mia agenzia. Nasce Atabaliba Studio, un'agenzia di comunicazione strategica che si basa su un modello più agile e innovativo: il freelancing.

Capitolo

07

Fallito.

Può sempre andare tutto alla grande? Anche no.

A braccetto con crescita e soddisfazioni, camminava un disastro inaspettato. 2008: l'economia globale entra in crisi, il settore della comunicazione subisce pesanti tagli e diversi miei clienti chiudono. Chiude anche il mio principale cliente, lasciandomi un buco di 25.000€.

Pochi mesi dopo, il secondo colpo, quello che mi manda KO. Il mio commercialista di allora fa una sciocchezza e mi trovo in mano una cartella dell'INPS di 30.000€.

Sono tecnicamente fallito. 55.000€ di debiti, e 22€ sul conto.

Crisi globale, clienti debitori, commercialista criminale: che sfiga, penserai. No. È stata soprattutto colpa mia, e l'ho capito solo dopo.

Capitolo

08

Migliora o muori

Avevo un passivo di 55.000€. Mi ci vorranno 7 anni per uscirne fuori e, nel mentre, l'economia è allo sfacelo.

Come ne esco?

Sono incazzato e demoralizzato. Le Partite IVA non hanno uno straccio di sostegno, la pressione fiscale è alle stelle e il lavoro scarseggia.

Sicuro di voler continuare? Se pensassi ad un bel posto fisso in un'agenzia che mi salda ogni mese e si smazza tutti i problemi burocratici?

Ci ho pensato un intero pomeriggio. Due domande mi tormentavano la testa: qual è il modo più veloce per riguadagnare i soldi che mi mancano? Che cos'è che mi rende davvero felice?

La risposta era solo una: facendo il freelance.

Continuo, ma non posso farlo come prima. Devo diventare migliore (molto). Studio tutto ciò che c'è da sapere su gestione finanziaria, economica, fiscale. Mi si apre un mondo su una visione imprenditoriale che prima non immaginavo nemmeno.

E come 20 anni prima, due opzioni. O lasciarti schiacciare o evolvere. Anche stavolta scelgo la seconda.

Capitolo

09

La notte porta coworking

Tre cose in quel periodo mi facevano sentire frustrato: il cash flow della vita da freelance (imprevedibile, un mese guadagni tanto, un altro niente), la difficoltà di trovare freelance per la mia agenzia, la solitudine del lavorare da casa.

Alle 4 del mattino, mi sveglio con un'epifania. E se aprissi un coworking per creativi?

  • Avrei un secondo cash flow stabile e prevedibile.
  • La mia agenzia avrebbe già al suo interno tantissimi freelance con cui collaborare.
  • I freelance avrebbero una location dove lavorare che gli fornisce pure lavoro extra, grazie al coinvolgimento nell'agenzia.
  • Non solo la mia agenzia non paga per avere dipendenti, ma le persone pagano per farne parte.
  • Smetterei di lavorare dalla mia maledetta camera da letto, offrendo ad altri la stessa soluzione.
  • Avrei costruito uno splendido ecosistema di persone, relazioni e opportunità.

Boom. Un win win. L'upgrade al mindset imprenditoriale stava dando i suoi frutti.

Problema: non ho soldi per realizzarla. Ho però un vecchio appartamento di famiglia, abbandonato e in condizioni fatiscenti. Cavatela da solo, la mia seconda regola. D'accordo. Lo ristrutturo con le mie mani.

Sembra folle vero? Ma YouTube è pieno di tutorial su come fare il muratore, elettricista, parquettista o il falegname. Non mancano le informazioni, manca l'esecuzione. E allora via, non ci sono scuse.

14 ore al giorno, lavoro fino all'esaurimento. In 24 ore mi divido tra il fare l'operaio, il designer e il docente. Nel frattempo mi sposo e per la stanchezza accumulata collasso pure durante il viaggio di nozze.

Un anno di sbattimenti, polvere e cavi elettrici. Quando il 29 febbraio del 2010 entro nel mio coworking, non avrei mai immaginato che negli anni avvenire sarebbe stato nominato miglior coworking di Milano e tra i migliori d'Europa, che avrei fatto il tutto esaurito per anni di seguito, che avrebbe avuto una waiting list di mesi, che ci sarebbero passati alcuni dei più ganzi freelance del panorama e alcuni dei più grossi brand al mondo (Adidas, UNHCR, L'Oréal), che sarebbe nata anche una seconda sede.

Ma soprattutto sarebbe stato un luogo incredibile di arricchimento umano e professionale, per me e per decine di altri freelance.

Il coworking, la vita dentro
Vuoi un coworking? Costruiscilo.

Capitolo

10

Il successo di un freelance

Ce l'ho fatta.

Il coworking va alla grande, l'agenzia è sempre piena di lavoro, ho saldato il maledetto debito con l'INPS e ho sempre più corsi allo IED.

Guardo il Dario che a 16 anni ha preso il suo primo lavoro e mi rendo conto che ho passato tutte le fasi di crescita di un freelance, fino a diventare un imprenditore. Ho lavorato per alcuni dei più grossi brand al mondo. Con il mio lavoro ho vinto diversi premi di settore. Ho maturato una conoscenza eccezionale di tutto il settore freelance: non solo grazie alla mia esperienza di quasi 20 anni, ma anche grazie alle centinaia di freelance passati per il mio coworking, che hanno lavorato per la mia agenzia o che ho conosciuto quando ero presidente dell'Associazione Illustratori.

L'esperienza che ho acquisito in questi anni sul freelancing è un tesoro inestimabile.

Ora che le acque erano più amichevoli, ecco che il mio antico drive inizia a battermi prepotentemente in testa: quel drive conosciuto 10 anni prima in Asia. Devo rimettere in circolo quello che ho imparato, ho un bisogno pazzesco di ridare indietro.

Destino vuole che, nel giro di 13 mesi, nascano Lila e Noah. I miei piccoli banditi, il più grande boost di motivazione che abbia mai avuto. I figli per i quali, 10 anni prima, avevo scattato foto di viaggio.

Rimettere in circolo tutto quello che ho imparato: apro il mio canale YouTube, la pagina Instagram e inizio a raccontare tutto quello che so sul freelancing. È uno spettacolo.

Lila nel coworking che ho costruito
Mia figlia Lila, nel posto che ho costruito. L'apice della soddisfazione.

Capitolo

11

Una caduta ancora, la peggiore

Ti ricordi di Sir Francis Drake? «Cadere tre volte e rialzarsi quattro, prima di completarsi.» Secondo te potevo saltare il terzo disastro? E secondo te poteva essere più leggero o perlomeno equiparabile agli altri? No, è stato il più traumatico e doloroso.

Da un lato la pandemia sconvolge i miei coworking. Le interminabili chiusure le reggo: il mio modello di business flessibile me lo permette. Quello che non reggo è il cambio di abitudini e la paura che si legge addosso alle persone. I cowo li ho sempre tenuti per le persone, e così non mi piacciono più.

Dall'altro lato il mio matrimonio entra in crisi. La cosa peggiore: la salute di mio padre si aggrava.

Passo notti a pensare quale sia la cosa migliore per i miei figli, per le mie imprese e per me stesso. Come al solito, mi rendo conto che la via giusta passa per la scelta più difficile e solitaria. Anzi, in questo caso, una serie di scelte.

Decido di separarmi e di chiudere i miei coworking. Non è facile chiudere un progetto di successo, ma voglio creare qualcosa con ancora più impatto per i freelance. In quell'anno cambio tutto quello che non funzionava più: forma fiscale, commercialista, casa.

Nel mentre che la mia separazione attraversa la fase più agguerrita e devo battagliare per poter stare con i miei figli, in un giorno d'estate di luglio, mio padre muore.

L'anno più difficile. Non mi sono mai sentito così messo a dura prova dalla vita.

Mio padre e io
Mio padre e io.

Capitolo

12

Per la conquista del mondo

Le Fenici risorgono dalle ceneri, i pirati attraversano la furia di impetuose tempeste. Il risultato è uguale: uscirne migliorati.

Sono grato alle mie tempeste. Mi volto indietro e, sorprendentemente, mi rendo conto del valore e dell'accelerazione che hanno portato alla mia crescita. D'altronde si sa che dopo le tempeste più furiose escono le albe più spettacolari.

Oggi ne sono certo: se non avessi affrontato i miei 3 disastrosi naufragi, non avrei mai ottenuto i risultati e i successi di oggi. Me ne rendo conto ogni giorno, in compagnia della mia famiglia e del mio clan, da mia mamma, a mia sorella, ai banditi.

Me ne sono accorto quando, nonostante lo sconvolgente anno di ribaltamenti, tra chiusura coworking, pandemia e il pochissimo tempo da poter dedicare al mio lavoro, è stato l'anno in cui ho toccato il record del mio fatturato. Lo vedo in ogni istante che passo con i miei figli, mentre crescono finalmente allegri, sereni e sicuri di loro.

E oggi è ora di scalare di nuovo: sostituisco un coworking che poteva tenere al massimo 20 persone con l'impatto che posso avere come mentore di centinaia di freelance.

Un pirata che ha finalmente raggiunto la sua personale isola del tesoro. Partito da un logo per il negozio della vicina di casa, arrivato a un business a sei cifre.

Fiero dell'essere umano che sta dietro il freelance: vivo in linea con i miei valori, padrone del mio tempo, che passo con le persone che amo, e continuando ad esplorare il mondo (sono pur sempre un pirata).

Sono appagato? Sì. Mi fermo? Col cavolo.

Perché è solo ora e solo in queste condizioni che posso finalmente attuare il mio drive di sempre: dare indietro, rimettere in circolo.

Con i banditi
Con i banditi.

Capitolo

13

La conquista del mondo dei freelance

Davanti a questa nuova alba, il progetto: guidare i freelance alla conquista del mondo, costruendo la strategia economica del loro business e facendola volare con gli agenti AI.

Strategia economica, offerta, pricing, sistema di vendita, agentizzazione. Tutte le lezioni che ho imparato tra tempeste, naufragi e successi. Tutto quello che mi ha permesso di urlare «terra» e di coronare il mio viaggio come freelance. Tutto quello che mi ha fatto iniziare da un logo per la parrucchiera e finire con una holding che fattura a sei cifre.

Da quando ho iniziato le mentorship, la risposta è stata incredibile. Decine di freelance hanno già assaporato l'impatto sul loro viaggio, dato dalla mia esperienza.

Cadere 3 volte e rialzarsi 4, per completarsi, come diceva Sir Francis Drake. Tu, come tutti, affronterai le tue cadute, ma io posso affiancarti per indicarti la rotta della vittoria. Ad una condizione: solo se hai una fottuta voglia di conquistare il mondo.

La storia continua

Il seguito sta arrivando

Tredici capitoli arrivano fin qui. Altri cinque sono in cantiere, e raccontano la parte che non avevo ancora scritto.

  1. 14La caduta senza tempestaIn arrivo
  2. 15Le quattro del mattinoIn arrivo
  3. 16La discesa dentroIn arrivo
  4. 17La stirpeIn arrivo
  5. 18Così dentro, così fuoriIn arrivo
Leggili per primo con la Freelance Letter

Cosa puoi fare con me

Quattro strade.
Una sola conquista.

Il percorso

Il Sistema del Conquistatore

La strategia economica e gli agenti AI.

Il percorso

Mentorship singola

La Cannonball

Una sessione, una cannonata di strategia.

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Corsi

Il sistema, un pezzo alla volta.

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