È giusto lavorare gratis?

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È giusto lavorare gratis? E se sì, a quali condizioni?

Il lavoro gratuito è una delle cose più demonizzate sul mercato, ma allo stesso tempo ci da tutta una serie di opportunità a cui chi si sta affacciando per la prima volta sul mercato non vuole rinunciare.

Il problema del lavorare gratis è che ha delle implicazioni gigantesche su cui il più delle volte nessuno è veramente consapevole. È per questo motivo che ho deciso di fare chiarezza una volta per tutte su quando ha senso lavorare gratis e quando assolutamente non deve succedere.

Innanzitutto vediamo che impatto ha su di noi e sul nostro mercato, che cos’è e come funziona il lavoro per visibilità, e infine ci vediamo 5 regole per capire come fare eventualmente il lavoro gratuito.

Effetti sul mercato

Il problema del lavorare gratis non è soltanto il fatto che non stiamo percependo alcunché per del tempo e del talento che stiamo impiegando, ma l’aspetto veramente devastante è l’impatto che ha sul mercato.

Nel momento in cui lavoriamo gratis, quello che stiamo dicendo al nostro cliente è che il nostro servizio vale zero. E dal momento che sul mercato non siamo gli unici a proporre quel servizio, stiamo dicendo in generale che quel servizio vale zero, non soltanto il nostro, ma quello di tutti quanti!

Questo ha degli effetti devastanti su quella che è la qualità percepita nella mente del cliente di quel dato servizio e di conseguenza del valore che il cliente può associare a quel servizio. Tradotto in parole povere, se tutti quanti lavorassero gratis, il valore di quel servizio si abbasserebbe drasticamente, andando a devastare il mercato.

Che cos’è il lavoro

Altro aspetto importante del lavorare gratis è il fatto che non è un lavoro. La definizione di lavoro sul dizionario è: un’occupazione retribuita e considerata come un mezzo di sostentamento.

Retribuita significa che ci viene dato qualcosa che ha un valore immediato, tendenzialmente sono soldi ma possono anche essere altre cose (equity, diritti sulle vendite, bitcoin, baratto, ecc…). E dall’altro lato ha che fare con il sostentamento, cioè è qualcosa che ci permette di mangiare.

Se in cambio di un’occupazione ci vengono dati soldi o cibo quello è un lavoro.

La visibilità

Questo ci porta invece a parlare del famigerato lavoro per la visibilità. Il lavoro per la visibilità è distante anni luce da quello di cui abbiamo appena parlato, perché altro non è che una promessa, o meglio ancora è una scommessa sull’avere del lavoro in futuro grazie a quello che sto facendo adesso.

Non hai né retribuzione in termini di valore, perché non la puoi vendere la visibilità, né ovviamente hai cibo.

La visibilità ieri

Il problema della visibilità ha delle radici antiche, deriva dall’era pre-internet, quando l’accesso al mercato per un freelance era limitatissimo. Per poter essere sul mercato e quindi essere visibile con i tuoi lavori, le porte erano pochissime ed erano i classici media tradizionali: televisione, radio e carta stampata.

Non c’erano siti internet, non c’erano blog, a meno che tu non possedessi un canale televisivo, una radio, o avessi un’agenzia di comunicazione, non potevi accedere direttamente al mercato.

E tutti i guardiani che avevano la proprietà di una porta di accesso al mercato erano ben consapevoli del potere che avevano.

La visibilità oggi

Oggi però internet c’è e l’accesso alla visibilità è universale. Tutti quanti ci possiamo costruire un sito internet, un seguito sui social e portare visibilità al nostro lavoro.

Se qualcuno cerca di pagarci in visibilità, c’è rischio che sia rimasto con la testa al mondo di 40 anni fa. Il problema non sta quindi nel fatto che la visibilità non ha un valore, la visibilità è fondamentale per il tuo lavoro, allo stesso tempo però bisogna rendersi conto che la visibilità al giorno d’oggi costa pochissimo.

Perché una proposta sia valida bisogna tenere a mente due aspetti fondamentali sulla visibilità:

1. Target

La visibilità in quanto tale non vuol dire assolutamente niente. Se noi stiamo parlando di visibilità da professionisti in termini commerciali, quello che ci interessa è che il nostro lavoro venga visto da dei potenziali clienti, non da tutto il mondo indiscriminatamente.

Far vedere il tuo lavoro a 50.000 persone, di per sé vale zero, bisogna però vedere se queste 50.000 persone di audience sono in target con la tua attività.

2. Touchpoint

Non basta far vedere il tuo lavoro per una volta a un potenziale cliente e far si che questi ti chieda subito un preventivo. Sono necessari più touchpoint, più punti di contatto. La tua comunicazione deve incontrare il tuo potenziale cliente tante volte prima che l’interesse si trasformi in una richiesta di preventivo.

Proposte di qualità vs. fuffa

Detto questo, se un cliente non ti offre una visibilità che sia almeno di decine di migliaia di potenziali persone in target e con touchpoint multipli, quel pagamento in visibilità è fuffa pura! La puoi fare meglio tu, da solo e con quattro lire.

Qui capiamo che il problema del pagamento in visibilità non è la visibilità stessa, è un problema della qualità della proposta.

Quando è giusto lavorare gratis

Ma quindi qualche volta si può lavorare gratis oppure no? Sì, si può fare, però ci devono essere due condizioni specifiche:

  • Fini di marketing personale
  •  Volontariato

Marketing personale

Non è differente come attività come quando Netflix ti regala 30 giorni di prova gratuita così che tu possa provarlo e poi eventualmente diventare cliente.

Allo stesso modo un freelance può fare una strategia di questo tipo e far sentire il valore che può generare a un dato cliente gratuitamente per poi diventare effettivamente un cliente e costruire un rapporto di lavoro pagato. Costruendo così una carriera attraverso un’attività di marketing.

Obiettivi di un freelance

Gli obiettivi che possono spingere un freelance a lavorare gratis sono:

Acquisizione clienti

Specialmente agli inizi, è difficile emergere e far vedere che si hanno delle capacità se nessuno gli ha mai dato la possibilità di poterlo testare.

Una strategia potrebbe essere scegliere quelli che sono i clienti con cui si desidera profondamente lavorare, analizzare quello in cui gli puoi essere utile e proporre delle alternative a titolo gratuito per creare poi delle collaborazioni retribuite.

Oppure potrebbe essere perché ti sei accorto di una mancanza. Hai visto che hanno una comunicazione bellissima ma gli manca qualcosa, tu hai le capacità di aiutarli sotto quell’aspetto e proponi qualche cosa che gli potrebbe essere utile.

Queste sono cose gratuite che funzionano e che hanno senso.

Acquisizione conoscenze

Un altro obiettivo sensato è acquisire conoscenza e crescere.
Mettiamo caso che noi siamo degli aspiranti registi e ci offrono di stare per tre settimane gratuite a fare da assistenti a Quentin Tarantino.

In quelle tre settimane quello che impariamo non ha prezzo.

Costruzione di un network importante

Altro obiettivo ancora è quella di costruire una rete importante di conoscenze. Le reti di conoscenze per un freelance sono importantissime e vanno costruite.

Se ad esempio ci viene proposto uno stage nel design team di Google, le probabilità di conoscere tanta gente in gamba e di costruire delle relazioni in quelle settimane sono altissime.

Per costruire dei casi studio o dei progetti per il portfolio

Il nostro portfolio è uno strumento di vendita e va costruito e concepito come tale. Se si è nuovi sul mercato però è difficile avere dei lavori da poter mostrare.

Una buona strategia potrebbe essere quella di creare dei progetti ad hoc per dei clienti ideali con i quali vorresti collaborare. Mal che vada hai fatto un progetto simulato che può essere interessante nel tuo portfolio. Ma dall’altro lato potresti aver costruito un potenziale rapporto di lavoro con un cliente interessante.

Volontariato

Il secondo ambito, al di là marketing, in cui ha senso fare un lavoro gratuito, è quello di fare volontariato.

C’è qualcuno o qualcosa con cui condividi i valori, allora gli dai una mano con il tuo tempo e le tue competenze.

Attenzione però,questo qualcuno o qualcosa non dovrebbe essere in grado di potersi permettere normalmente il nostro lavoro o il nostro servizio. Deve essere rivolto a qualcuno di più debole, a qualcuno che non può permettersi quel determinato servizio.

Aiutarli significa dargli la possibilità di ricevere qualcosa che in condizioni normali non potrebbero ricevere.

Le 5 regole per il lavoro gratuito

1. Deve partire da te

Fare un lavoro gratuito deve essere una scelta tua all’interno di una tua strategia, o di marketing, oppure valoriale, perché credi in qualche attività di qualcuno, sai che non ha i mezzi per poter supportarla. È dunque un’iniziativa che parte da te.

Se un cliente deliberatamente ti chiede di lavorare gratuitamente a un suo progetto attenzione! C’è un’alta probabilità che si riveli un pacco.

2. Deve essere eccezionale e circoscritto

Se vai ad analizzare tutti i casi che abbiamo visto prima vedrai che sono dei casi molto specifici ed eccezionali.

  • C’è un’attività di cui condividi i valori che è in difficoltà, in quel caso l’aiutiamo.
  • Sei nuovo sul mercato e devi costruirti una posizione, allora facciamo del lavoro gratuito.
  • Hai un fine di marketing specifico e allora vai a fare quell’attività lì.

È dunque una cosa eccezionale, limitata nel tempo e con una necessità molto specifica.

3. Fallo solo se ne esci arricchito

  • Perché hai ampliato il tuo parterre di clienti,
  • perché hai acquisito delle conoscenze molto importanti,
  • perché hai costruito una rete di alta qualità di conoscenze e di relazioni,
  • perché hai costruito degli asset di vendita, portfolio o casi studio, di grande valore,
  • perché hai fatto del bene a qualcuno che ne aveva bisogno.

Se non ne esci arricchito in qualche modo, allora non ne vale la pena.

4. Non ci deve essere sfruttamento

All’interno di tutta la filiera non ci deve essere sfruttamento. Ci possono essere tutte le tue finalità di marketing, tutte le finalità di lavoro pro bono, ecc… però non ci deve essere qualcuno che se ne avvantaggia in maniera squilibrata.

Questo è fondamentale.

5. Formalizzalo

Fare un lavoro gratuito non significa non avere contratti, preventivi o accordi scritti.

Come abbiamo visto il lavoro gratuito deve essere eccezionale e circoscritto, per cui, a maggior ragione è necessario preparare un accordo scritto. Inoltre, con un preventivo diamo dignità a quello che stiamo offrendo gratuitamente.

Quello che devi fare è quindi proporre un documento in cui dettagli esattamente quello che andrai a fare. Spiega quale sarebbe il valore sul mercato di quel servizio e le motivazioni che ti hanno spinto a farlo gratuitamente.

Ricordati quindi di dettagliare bene i confini del lavoro gratuito che fai e le condizioni specifiche che ti portano a farlo.

Conclusioni

Come abbiamo visto i lavori gratuiti non sono tutti uguali e spero di averti fornito una bussola che ti possa essere utile per tutta la durata della sua carriera, sia per tutelarti per non essere sfruttato, che per non perdere delle grandi occasioni di marketing e di crescita.

Siamo tutti quanti sulla stessa barca, perché il mercato siamo noi, se ci comportiamo male andiamo a distruggere l’ambiente in cui viviamo. Se invece ci comportiamo bene, stiamo contribuendo a far sì che questo ambiente sia sempre migliore per tutti, per noi e per il nostro futuro.

E come sempre freelance, andiamo a conquistare il mondo!

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