Fare il prezzo di un lavoro. I pro e i contro del calcolo a ore

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Oggi parliamo dell’antico problema di come dare un prezzo al proprio lavoro. Nello specifico andiamo a guardarci l’approccio più comune, il calcolo a ore, o calcolo a tempo, perché volendo i progetti possono essere misurati in ore, ma anche in giorni, settime, mesi e via dicendo.

Il calcolo a ore è utilizzato veramente in tantissimi casi, in tantissimi lo utilizzano ma in altrettanti lo sconsigliano. Perché? 

Ho preparato una bella lista dei pro e i contro dell’utilizzare il calcolo a ore per prezzare il nostro lavoro.

Pro

1. È facile

Questo è il vantaggio più grosso del calcolo a ore. Stabilisci che all’ora vuoi essere pagato x, quel progetto sai di impiegarci tot, moltiplichi e si arriva subito al preventivo.

Tutti i freelance sanno di quanto sbattimento sia fare un preventivo, specialmente un preventivo complesso e se c’è un metodo che semplifica questo processo ben venga.

2. Ti permette di capire se un progetto è accettabile o no

Il calcolo a ore ti permette di capire fin da subito se un progetto è pagato abbastanza oppure no.

Se il cliente comunica il suo budget per fare un dato progetto, a quel punto di ti basterà capire quanto tempo ci impiegheresti e valutare se puoi accettarlo o meno.

2. È comodo per il cliente

Nel momento in cui gli hai comunicato il tuo prezzo orario, lui può fare fin da subito una stima per capire quanto dovrà andare a spendere per quel dato servizio.

In altri termini il cliente si fa quasi il preventivo da solo, specialmente nel momento in cui si ha un po’ il rapporto avviato e si sa già quanto tempo necessiterà il progetto.

Contro

1. Difficile da calcolare per i progetti lunghi

Abbiamo detto che per il cliente è comodo fare un calcolo a ore, ma è davvero così? La verità è che non è sempre così.

Il calcolo a ore è comodo e funziona per un cliente fintanto che i progetti rimangono abbastanza contenuti e prevedibili nella durata.

Nel caso invece di progetti lunghi e che avranno bisogno di giorni, settimane o mesi di lavorazione, in cui è difficile, se non impossibile, fare una stima dei tempi. Proporre un preventivo basato sulle ore per il cliente è un incubo, perché non ha nessuna idea di quanto andrà a spendere alla fine del progetto.

2. Le ore nascoste

Il calcolo a ore è apparentemente facile, ti basta prendere le ore di un progetto, quello che ti fai pagare all’ora, moltiplichi e il preventivo è fatto. Ma… e le ore nascoste? Ovvero tutte quelle ore che non fanno esattamente parte della realizzazione di un lavoro, ma allo stesso tempo fanno parte del progetto.

Mi riferisco ad esempio alle email, i meeting, le call, gli spostamenti e cose di questo tipo. Quelle sono le ore oscure di un progetto che tutti i freelance non sono in grado veramente di prevedere all’inizio di un lavoro.

E quindi quelle ore se capitano com’è che le gestisci? Fatturi al cliente le mail di risposta? Oppure gli fatturi una call? Questa faccenda del calcolo orario incomincia a mostrare i suoi limiti.

3. Ti abitua a un mindset sbagliato

Abituarci a calcolare il nostro prezzo in termini di vendita del tempo ci abitua a un mindset sbagliato. Un freelance non vende il proprio tempo, quello che vende veramente è il valore che genera in quel tempo.

Le ore che impieghiamo sono semplicemente dei veicoli in cui noi carichiamo tutto il valore che riusciamo a generare su richiesta di un nostro cliente.

Svincolare la generazione dei propri ricavi dalla vendita del proprio tempo è la soluzione principe per quando presto o tardi il tempo finirà.

Se riusciamo ad avere una crescita come freelance tale per cui ogni ora della nostra giornata lavorativa è venduta cosa significa? È finita la nostra crescita? Abbiamo raggiunto il tetto massimo delle nostre aspirazioni e dei nostri possibili guadagni?

Conclusioni

Concludo con quella famosa storiella della mega fabbrica che basa tutta la sua produzione su di un solo macchinario:

Un bel giorno la super macchina che gestisce tutta la produzione dei prodotti a un certo punto si inchioda, non funziona più. Tutti i tecnici cercano di sistemarla ma nessuno ci riesce.

Per l’azienda è un disastro, stanno perdendo un sacco di soldi! Non sapendo come risolvere il problema chiamano un tecnico freelance. Lui arriva con la sua bella valigetta, guarda la macchina, prende il cacciavite e va ad avvitare una semplice vitina e come per magia tutto il sistema di produzione riprende vita.

Scene di gaudio e festa! La produzione può ripartire. Il tecnico freelance manda la frattura di € 10.000. Il CEO non capisce come mai e gli chiede almeno di mandargli il dettaglio per capire questi € 10.000 da dove saltano fuori. Il freelance senza problemi gli rimanda la fattura con due voci:

  • servizio avvitamento vite: € 1,
  • sapere quale vite e avvitare: € 9.999!

Spero spero di averti aiutato ad aver un livello di consapevolezza maggiore nel scegliere il sistema per poter prezzare il proprio tempo.

Il sistema calcolo a ore va bene per tantissime cose, ma ha dei lati oscuri che non vanno sottovalutati.

E come al solito freelance, andiamo a conquistare il mondo!

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2. Pensare

 

Scotch = nastro adesivo; Frisbee = disco volante; e tanti altri. Ma pensiamo anche a delle persone fisiche che sono riuscite ad associarsi ad una parola specifica, come Michael Jordan (basketball), Greta Thunberg (ambiente), Pelè (calcio), Picasso (cubismo), Pollock (macchie), e così via. Se tutti questi fossero usciti dalle loro aree di competenza per esplorare nuovi stili, non sarebbero diventati quello che sono. Per non parlare poi di quei personaggi che sono così unici e innovativi da essere diventati loro stessi la parola di riferimento. Un esempio, Tim Burton, il suo stile è così particolare e unico che il suo nome è diventato riferimento stesso del suo stile. Quello che fa è la sua essenza, che è un po’ l’obiettivo ultimo di qualunque creativo, quello di avere uno stile che deriva dal tuo essere

 Se Burton avesse deciso di utilizzare anche altri stili probabilmente non avrebbe avuto lo stesso successo. Conclusioni Questi erano esempi di geni che sono diventati maestri assoluti di uno specifico stile, ma per persone come noi? Non devi per forza diventare il Michelangelo del tuo campo. Quindi cosa puoi fare se senti di voler produrre qualcosa di diverso dal solito e per cui capisci che potrebbe anche avere un mercato? La soluzione è una e una soltanto… Devi creare un altro brand. Perché se decidete di aggiungere cose che non c’entrano con il tuo brand state solo andando a indebolire la vostra unicità nel mercato. E se perdete quella cosa che vi rende unici perché un cliente dovrebbe scegliere voi?

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