Come trovare il coraggio per diventare freelance

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Come si inizia a fare il freelance? Come si trova il coraggio per fare il grande passo e lanciarsi nell’avventura della libera professione?

Se anche tu vuoi intraprendere una carriera da freelance ho preparato 3 consigli pratici, basati su tre tecniche psicologiche, per essere in grado di partire immediatamente. Ma non solo, vedremo anche come sconfiggere quei 2 nemici mortali che non sai ancora di avere, ma da cui dovrai guardarti le spalle per tutta la tua vita da freelance.

1. Inizia subito!

l’idea di aspettare il momento o le condizioni perfette è pura procrastinazione. Non ci sarà mai il momento perfetto e tu non ti sentirai mai abbastanza pronto.

Esiste una regola che si chiama la five seconds rule (la regola dei cinque secondi), di cui ha parlato l’autrice Americana Mel Robbins. Questa regola sostiene che la nostra mente ha la tendenza naturale di far sparire tutti quei compiti e quelle attività che dobbiamo fare e per cui non prendiamo azione entro 5 secondi.

Vero o non vero ha un aspetto molto importante che ho trovato utile: il miglior modo per incominciare un progetto, specialmente se un progetto così importante come quello di intraprendere la carriera come freelance, è di non aspettare e di incominciare ancor prima di essere pronti, con le proprie insicurezze e i propri dubbi.

2. Mantieni lo sforzo sul lungo periodo

Fatto il primo passo, bisogna mantenere questo sforzo sul lungo periodo. Il freelancing non è una gara dei 100 metri ma una maratona di 400.000 km. Non è sufficiente essere super motivati per un giorno se quello dopo si crolla e non si spinge più.

La cosa fondamentale è avere un sistema che ci permetta di mantenere una costanza di sforzo sul lungo periodo. Fai spazio sul tuo calendario e assegnati uno slot da dedicare tutti i giorni alla costruzione della tua attività.

Usa la tecnica che si chiama 90 – 90 – 1. Il primo 90 sta per 90 minuti il secondo per 90 giorni e l’1 sta per un solo compito. Per cui per 90 giorni dovrai dedicare 90 minuti tutti i giorni alla costruzione delle tua carriera da libero professionista.

3. Visualizza gli obiettivi

Prendi un timer, imposta sette minuti, chiudi gli occhi e visualizza quello che è il tuo obiettivo. Perché vuoi diventare freelance? Qual è il sogno? Quale aspirazione c’è dietro? Visualizza ogni dettaglio. Cerca di capire esattamente dove vuoi andare e che vita vuoi fare.

Pensa a dove vuoi essere per lavorare, a che tipo di lavori vuoi fare, quali sono i progetti di cui ti vuoi occupare, quanto vuoi essere pagato, da chi, qual è il tuo cliente ideale, che tipo di vita vuoi fare quotidianamente, quanto tempo libero vuoi e come saranno le sensazioni che proverai quando sarai arrivato lì.

Finiti questi 7 minuti di visualizzazione prendi carta e penna e scrivi tutto quanto cercando di essere il più specifico possibile. Prendi questo fogliettino e attaccalo nel posto più visibile che hai in casa. Lo devi vedere tutti i giorni. Deve essere il promemoria al tuo sforzo quotidiano. Sarà quello che ti ricorda perché lo stai facendo. E all’inizio di ogni slot dei 90 minuti lo rileggi.

I Nemici

Vediamo ora quelli che sono i nemici segreti di ogni freelance. Sono quei nemici che non c’è modo di battere definitivamente:

  1. la procrastinazione
  2. il perfezionismo.

Fate attenzione perché questi due nemici infami saranno bravissimi a cambiare forma e ad assumere tutti gli aspetti più invitanti per farci cascare nei loro tranelli.

La buona notizia però è che ci sono due protocolli che si possono impiegare per tenerli a bada:

1. Disciplina ferrea

Per tenere a bada la procrastinazione devi applicare una disciplina ferrea sul lavoro. La procrastinazione si batte soltanto facendo le cose.

C’è questa immagine del freelance che bello tranquillo si sveglia alle 11:00 su una spiaggia del Messico e invece di lavorare decide di farsi un mojito. Libero di fare quello che vuole quando vuole. Non è assolutamente così!

La vita di un freelance è una vita di disciplina, e la disciplina crea libertà. Questo è il motivo per cui vi consigliavo di utilizzare la tecnica dello slot da 90 minuti per tre mesi tutti i giorni. Questo slot non è un’opzione. Ogni giorno, come se andassi a timbrare il cartellino, ti presenti alla tua scrivania e lavori. Non esiste “non voglio” o “sono stanco”. Questo è l’unico modo per forzare la nostra mente ad agire. L’azione è esattamente il contrario della procrastinazione.

2. Le consegne sacre

Per poter battere invece il perfezionismo, l’unico modo è vincolarlo al tempo. Sono quelle che io chiamo le consegne sacre. Il perfezionismo lo si batte dandosi un tempo di consegna.

Stabilito quel tempo, che deve essere molto preciso al minuto, quelle consegne sono letteralmente sacre e vanno assolutamente rispettate.

E cosa succede se per motivi più grandi di te non sei pronto all’orario stabilito per consegnare come ti ero promesso? La soluzione è una sola. Consegni lo stesso. Questo ti da 3 vantaggi:

  1. ti costringe a imparare e a pianificare meglio,
  2. ti costringe a essere più efficace la prossima volta,
  3. ti insegna che tutto sommato quell’extra che pensavi fosse necessario e che non hai avuto tempo di fare, non ha poi avuto tutto questo impatto. Alla fine te la sei cavata abbastanza bene anche senza. Ed è qui che smascheriamo il perfezionismo.

Conclusioni

Concludo ricordando uno dei comandamenti più sacri che gli Dei del freelancing ci hanno insegnato e che dobbiamo stamparci in testa: le cose fatte battono sempre quelle perfette!

E ora Freelance possiamo andare a conquistare mondo!

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2. Pensare

 

Scotch = nastro adesivo; Frisbee = disco volante; e tanti altri. Ma pensiamo anche a delle persone fisiche che sono riuscite ad associarsi ad una parola specifica, come Michael Jordan (basketball), Greta Thunberg (ambiente), Pelè (calcio), Picasso (cubismo), Pollock (macchie), e così via. Se tutti questi fossero usciti dalle loro aree di competenza per esplorare nuovi stili, non sarebbero diventati quello che sono. Per non parlare poi di quei personaggi che sono così unici e innovativi da essere diventati loro stessi la parola di riferimento. Un esempio, Tim Burton, il suo stile è così particolare e unico che il suo nome è diventato riferimento stesso del suo stile. Quello che fa è la sua essenza, che è un po’ l’obiettivo ultimo di qualunque creativo, quello di avere uno stile che deriva dal tuo essere

 Se Burton avesse deciso di utilizzare anche altri stili probabilmente non avrebbe avuto lo stesso successo. Conclusioni Questi erano esempi di geni che sono diventati maestri assoluti di uno specifico stile, ma per persone come noi? Non devi per forza diventare il Michelangelo del tuo campo. Quindi cosa puoi fare se senti di voler produrre qualcosa di diverso dal solito e per cui capisci che potrebbe anche avere un mercato? La soluzione è una e una soltanto… Devi creare un altro brand. Perché se decidete di aggiungere cose che non c’entrano con il tuo brand state solo andando a indebolire la vostra unicità nel mercato. E se perdete quella cosa che vi rende unici perché un cliente dovrebbe scegliere voi?

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